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L’annuncio del Presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese a Extra: “La ex base Usaf di San Vito diventerà un centro sportivo”

da luisa data 24 febbraio, 2010, 2:55 pm

SAN VITO DEI NORMANNI - “La ex base Usaf di San Vito dei Normanni diventerà un centro sportivo e di riabilitazione”. Ad annunciarlo in esclusiva ad Extra, il presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese che nei giorni scorsi a sorpresa ha visitato questa struttura abbandonata da anni e da sempre al centro dell’interesse della politica e delle istituzioni.

“Oggi - dice il presidente - è giunto il momento di porre fine una volta per tutte a questo che rappresenta un simbolo dello spreco e dell’abbandono”. 
Ferrarese spiega per la prima volta alla stampa “di avere già avviato uno studio che prevedrebbe la realizzazione di un centro sportivo e di riabilitazione. Un polo nel qualche per la prima volta possono convivere, date anche le dimensioni e la tipologia delle strutture esistenti: sport e medicina. 
Non è più possibile - aggiunge Ferrarese - che questo patrimonio resti abbandonato a se stesso. 
E’ uno scandalo non poterlo utilizzare per la comunità. Non è pensabile che si possano continuare a spendere 800 mila euro l’anno per la vigilanza armata del sito. Questo è davvero una offesa al buon senso e uno spreco finanziario ai danni di tutti i cittadini”.
Sui tempi di questo progetto Ferrarese non ha voluto anticipare alcun dettaglio.
“Nelle prossime settimane - assicura - avvieremo le opportune verifiche coinvolgendo anche le istituzioni interessate”.
“Da tempo - sottolinea il presidente Ferrarese - constatiamo una totale disattenzione da parte del Governo nei confronti di quella che era una grande opportunità per il nostro territorio, che ha visto la presenza di oltre 6000 persone, su una estensione di 130 ettari, e che creava direttamente ed indirettamente ricchezza nella nostra provincia”.
“Le strutture della ex base di San Vito - aggiunge Ferrarese - sono ormai da anni inutilizzate e col passare del tempo si troveranno in uno stato di degrado al punto da doverle abbattere”.
Su questa scandalosa storia di abbandono e degrado sollevata negli anni scorsi dalla Gazzetta del Mezzogiorno dopo i blitz del senatore Euprepio Curto prima e dell’on. Luigi Vitali, poi, che ha anche presentato due interrogazioni ai vari governi, si sono espressi negli anni molti politici, ministri e amministratori locali; denunciando, come ha fatto nei  mesi scorsi l’ex presidente della Provincia di Brindisi, Michele Errico, insieme al sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti l’utilizzo da parte dell’Onu di spazi sempre più ampi all’interno della base. 
Persino il cantante Albano Carrisi, che in quella base ha visto crescere e studiare i suoi figli, aveva chiesto che “quella struttura fosse ‘restituita’ al territorio”.
La ex super base Usaf di San Vito dei Normanni (un’area di 160 ettari, con 260 immobili: una vera e propria città da anni dismessa e abbandonata alle porte di Brindisi), ha rischiato di diventare persino un enorme ipermercato. 
L’ipotesi rientrerebbe nella logica di monetizzazione di tutte quelle aree demaniali che attraverso l’Agenzia del Demanio possono consentire al ministero del Tesoro di fare cassa. Quella ex base super segreta che negli anni della guerra fredda doveva contenere chissà quali arsenali, dismessa ormai da una decina di anni e ceduta dal governo Usa allo Stato italiano rischia - se la Provincia non dovesse realizzare questo obiettivo annunciato - di essere venduta ai privati e destinata a qualsiasi uso.
In quei 160 ettari oltre a scuole, piscine, caserme e centrali elettriche in disuso vi sono decine e decine di enormi capannoni industriali adatti allo stoccaggio e alla commercializzazione di derrate e merci varie. Se così fosse si troverebbero a convivere nella stessa area insieme all’Onu (che attualmente occupa il 20% dei capannoni trasformati in depositi di derrate alimentari per le operazioni umanitarie nel mondo) anche un eventuale centro commerciale. Al posto dei missili o dei radar, pannolini e saponette.
Uno scenario verosimile che chiuderebbe però la strada ad ogni possibile utilizzo diverso da quello commerciale. 
Compreso quello, per esempio, di trasferire definitivamente le restanti attività dell’Onu che attualmente insistono nell’aeroporto di Brindisi. Una soluzione questa auspicata dall’ex presidente della Provincia di Brindisi Michele Errico e dal sindaco della città, Domenico Mennitti che sognavano un destino diverso del porto e dell’aeroporto.
“E’ opportuno - dice il direttore  generale di Adp, Marco Franchini – che le autorità regionali e locali, sindaco e presidente della Provincia,intervengano immediatamente per scongiurare un irreparabile compromissione di aree che invece sono indispensabili alle attività aeronautiche sia civile che militari. 
Se qualche imprenditore dovesse manifestare un interesse reale per quella ex base il territorio non avrebbe più possibilità di sviluppo. 
L’annuncio di Ferrarese, apre ora nuovi scenari”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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